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Storia di un microdotato.


di freddy15
30.06.2026    |    1.794    |    2 8.7
"Lui mi ha portato ad accettare la mia condizione, mi diceva sempre: “devi capire che tu non sei un uomo, sei un essere inferiore fatto apposta per servire un vero Maschio..."
Madre Natura non è stata per niente generosa con me, almeno per quanto riguarda là sotto.

Già da ragazzo ero un gran bel “figo”, 185 di altezza con un fisico atletico e tonico, occhi azzurri intenso e dei bei capelli biondi. Insomma quel tipo di ragazzo per cui le ragazze impazzivano. Ma, nella mia vita ci sono sempre stati molti ma, sotto mi ritrovo con un piccolissimo pene. Da rilassato non raggiunge i due centimetri e da eretto sfiora i 6 centimetri, inoltre il diametro è di poco superiore a quello di un dito e per finire sono anche circonciso. Per cui mi ritrovo con questo cazzetto con la cappella sempre scoperta che mi ha sempre creato grossi problemi. Potete immaginare la vergogna a farmi vedere.

Giocavo a calcio. Ed ero anche piuttosto bravo a dire il vero e mi piaceva molto. Ma dopo gli allenamenti o le partite arrivava il momento della doccia e capite bene come potevo sentirmi a stare nudo con gli altri. Si sa gli adolescenti non hanno proprio alcun ritegno, anzi hanno insita una sorta di cattiveria ed io ero il bersaglio preferito. Le prime volte mi prendevano in giro poi qualcuno ha cominciato a fare di più. Una volta in due mi hanno bloccato e a turno gli altri mettevano il loro cazzo a confronto con il mio insultandomi e deridendomi. Un’altra volta mi hanno misurato il cazzo con un righello ridendomi addosso.

Tra l’altro hanno cominciato a chiamarmi “Baby” o “Lattante” proprio perché il mio cazzo aveva le dimensioni di un bimbo piccolo, anche se uno dei ragazzi ha detto che suo fratellino di 4 anni ce l’aveva più grande provocando una risata generale. Ho passato un paio di anni in questa situazione ma alla fine ho deciso di lasciare il calcio per evitare queste continue umiliazioni. Però la sera quando ero a casa e ripensavo ai momenti di umiliazioni qualcosa si è incuneato nel mio cervello. Mi ero convinto che quello che mi succedeva lo meritavo perché non ero un vero uomo.

Comunque ai tempi del liceo e dell’università ho avuto degli approcci con due ragazze, ma quando era arrivato il momento cruciale entrambe sono scoppiate a ridere e mi hanno immediatamente lasciato. Se non bastasse, una che era mia compagna all’università mi ha sputtanato con tutte le sue amiche, tanto che quando mi incrociavano tutte si parlavano sottovoce e si mettevano a ridere.

La mia sessualità per anni è stata limitata a tante seghe in solitudine. Poi ho iniziato a frequentare uomini bsx o gay naturalmente come passivo. Con il tempo sfogavo i miei impulsi facendo pompini e facendomi inculare da uomini incontrati nei parcheggi e al parco o nei cinema porno. Ma anche in questo modo non mancavano mai commenti sul mio pene. Spesso mentre io li soddisfavo venivo preso in giro pesantemente per il mio handicap che io facevo in modo di mettere in vista proprio per essere umiliato.
Con il tempo ho iniziato ad accettare questi atteggiamenti da parte di chi incontravo e mi sono lentamente convinto che era mio destino essere deriso e umiliato.

Poi un giorno ho incontrato un uomo che si definiva un Master e lì qualcosa è veramente cambiato nella mia vita. Lui mi ha portato ad accettare la mia condizione, mi diceva sempre: “devi capire che tu non sei un uomo, sei un essere inferiore fatto apposta per servire un vero Maschio.”.

E così è stato, nel giro di pochi mesi mi ha trasformato nella Sua schiavetta, come gli piaceva definirmi, e ho iniziato a subire umiliazioni e sottomissioni sempre più spinte. Umiliazioni che andavano dal dover leccare i piedi ed il culo del Padrone, mi sputava in bocca, mi usava come pisciatoio facendomi bere la sua urina, ma anche frusta, legature, cera, schiaffi e altre torture sempre tutto condito da derisioni per il mio “vermetto” come lo definiva spesso Lui.
Tutto sommato però, con Lui avevo trovato un mio modo di essere e di godere del mio problema e nonostante ogni tanto pensassi a quanto mi stavo degradando per Lui, la mia vita era cambiata, non era certo quello che sognavo ma almeno avevo una persona con la quale mi lasciavo andare, quasi fiero di mostrarmi nudo per il Suo piacere e divertimento.
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